La patologia

La cisti pilonidale, o sinus pilonidalis, è una patologia infiammatoria cronica che interessa più frequentemente la regione sacro-coccigea, in particolare il solco intergluteo.

È caratterizzata dalla presenza di piccoli orifizi cutanei, tramiti fistolosi e raccolte sottocutanee che possono contenere peli, materiale infiammatorio o secrezione. Non si tratta, nella maggior parte dei casi, di una malattia congenita, ma di una condizione acquisita, favorita dall’incarnimento dei peli e dall’infiammazione dei follicoli piliferi.

I sintomi più comuni sono:

  • dolore o fastidio nella regione sacro-coccigea;

  • gonfiore localizzato;

  • secrezione sierosa, ematica o purulenta;

  • arrossamento della cute;

  • presenza di piccoli fori nel solco intergluteo;

  • episodi ricorrenti di ascesso.

La malattia può alternare fasi di quiescenza, con secrezione modesta o fastidio intermittente, a fasi acute caratterizzate da dolore intenso, tumefazione e formazione di ascesso.

Quando è indicato l’intervento

L’indicazione chirurgica viene posta dopo valutazione specialistica, considerando estensione della malattia, sintomi, numero di episodi infiammatori e impatto sulla qualità di vita.

L’intervento può essere indicato in caso di:

  • cisti pilonidale sintomatica;

  • secrezione persistente o recidivante;

  • episodi ripetuti di ascesso;

  • presenza di tramiti fistolosi multipli;

  • dolore o fastidio cronico nella regione sacro-coccigea;

  • recidiva dopo precedente trattamento;

  • difficoltà nella gestione locale o nell’igiene quotidiana.

In presenza di ascesso acuto, il primo trattamento può essere il drenaggio della raccolta infetta. L’asportazione definitiva della malattia viene generalmente programmata in un secondo momento, quando l’infiammazione acuta si è ridotta.

Diagnosi

La diagnosi è generalmente clinica e viene effettuata durante la visita chirurgica.

La valutazione comprende l’ispezione della regione sacro-coccigea, l’identificazione degli orifizi cutanei, la ricerca di secrezione, infiammazione locale o eventuali tramiti fistolosi.

Nella maggior parte dei casi non sono necessari esami strumentali complessi. In casi selezionati, soprattutto nelle forme recidive, estese o dubbie, può essere utile un’ecografia dei tessuti molli o un approfondimento radiologico mirato.

Trattamento chirurgico escissionale

La tecnica escissionale classica consiste nell’asportazione chirurgica completa della cisti pilonidale e degli eventuali tramiti fistolosi associati.

L’obiettivo dell’intervento è rimuovere il tessuto patologico responsabile dell’infiammazione cronica e ridurre il rischio di nuove infezioni o recidive.

L’intervento viene eseguito in anestesia locale, loco-regionale o generale, a seconda dell’estensione della malattia, della sede, delle condizioni del paziente e dell’organizzazione della struttura chirurgica.

Durante la procedura il chirurgo delimita l’area patologica, identifica gli orifizi e i tramiti, quindi procede all’asportazione del tessuto coinvolto. Al termine, la ferita può essere:

  • chiusa mediante sutura, quando le condizioni locali lo permettono;

  • lasciata guarire progressivamente per seconda intenzione;

  • trattata con tecniche di chiusura personalizzate nei casi più estesi o recidivi.

La scelta della modalità di chiusura dipende dall’estensione della malattia, dalla presenza di infezione, dal rischio di tensione sulla ferita e dalla probabilità di recidiva.

Tecniche mini-invasive

Negli ultimi anni sono state proposte diverse tecniche mini-invasive per il trattamento della malattia pilonidale, come procedure mirate sui piccoli orifizi, tecniche endoscopiche o trattamenti selettivi dei tramiti.

Queste metodiche possono essere prese in considerazione in casi selezionati, soprattutto nelle forme limitate e non complesse. Tuttavia non rappresentano una soluzione adatta a tutti i pazienti e devono essere valutate in base all’estensione della malattia, alla presenza di recidive, all’esperienza del chirurgo e alle caratteristiche del singolo caso.

Nei quadri più estesi, recidivi o complessi, la chirurgia escissionale tradizionale rimane una delle opzioni di riferimento.