La patologia

La colecisti è un piccolo organo situato sotto il fegato, con la funzione di immagazzinare la bile, un liquido prodotto dal fegato che facilita la digestione dei grassi.

La calcolosi della colecisti consiste nella formazione di calcoli all'interno della colecisti. Si tratta di una condizione molto frequente: molti pazienti non presentano alcun disturbo, mentre altri sviluppano sintomi o complicanze.

Il sintomo più caratteristico è la colica biliare, un dolore intenso localizzato nella parte superiore destra dell'addome o alla "bocca dello stomaco", che può irradiarsi alla schiena o alla spalla destra. Generalmente compare dopo pasti abbondanti o ricchi di grassi e può essere accompagnato da nausea e vomito.

La presenza di calcoli può inoltre determinare complicanze quali:

  • colecistite acuta (infiammazione della colecisti);

  • migrazione dei calcoli nelle vie biliari (coledocolitiasi);

  • ittero ostruttivo;

  • pancreatite acuta biliare.

Per questo motivo, nei pazienti sintomatici il trattamento di scelta è rappresentato dall'asportazione della colecisti.

Quando è indicato l'intervento

La colecistectomia è raccomandata nei pazienti con:

  • coliche biliari ricorrenti;

  • colecistite acuta;

  • pancreatite biliare dopo risoluzione dell'episodio acuto;

  • calcoli associati a complicanze biliari;

  • alcune condizioni particolari valutate durante la visita specialistica.

Nei pazienti completamente asintomatici l'intervento non è generalmente indicato, salvo situazioni specifiche.

Colecistectomia laparoscopica

La colecistectomia laparoscopica rappresenta il trattamento standard della calcolosi della colecisti.

L'intervento viene eseguito in anestesia generale attraverso 3-4 piccole incisioni dell'addome, mediante una telecamera ad alta definizione e strumenti dedicati.

Durante l'intervento vengono identificati e sezionati il dotto cistico e l'arteria cistica, quindi la colecisti viene completamente rimossa.

L'assenza della colecisti non altera significativamente la digestione nella maggior parte dei pazienti: la bile continuerà a essere prodotta dal fegato e raggiungerà direttamente l'intestino.

In alcuni casi, per motivi di sicurezza (infiammazione severa, aderenze, difficoltà anatomiche o sanguinamento), può rendersi necessario convertire l'intervento in chirurgia tradizionale mediante una più ampia incisione addominale.